La legge sindacale é finalmente una realtà! Se ora le Amministrazioni non saranno in grado di autoriformarsi e accettare la mediazione assisteremo a scontri sindacali senza precedenti.

La legge sindacale é finalmente una realtà!         Se ora le Amministrazioni non saranno in grado di autoriformarsi e accettare la mediazione assisteremo a scontri sindacali senza precedenti.

Editoriale del Segretario Generale SINAFI Il Parlamento, ieri, ha finalmente approvato la legge sindacale che regolerà per il futuro l’innovativo processo di sindacalizzazione per i Corpi di Polizia ad ordinamento militare e per le Forze Armate, già avviato da circa quattro anni solo grazie alla forza d’animo di pochi temerari, in forza della storica sentenza

Editoriale del Segretario Generale SINAFI

Il Parlamento, ieri, ha finalmente approvato la legge sindacale che regolerà per il futuro l’innovativo processo di sindacalizzazione per i Corpi di Polizia ad ordinamento militare e per le Forze Armate, già avviato da circa quattro anni solo grazie alla forza d’animo di pochi temerari, in forza della storica sentenza della Corte Costituzionale 120/18, non certamente arrivata per caso, ma ottenuta solo grazie alle battaglie di quelle persone che, in molteplici modi e nelle varie sedi, si battevano da anni per la democratizzazione del mondo militare.

La legge sindacale approvata non é stata tecnicamente e giuridicamente costruita nel migliore dei modi e presenta evidenti storture. Le ragioni sono senz’altro da ricercare nella visione della politica e dei vertici delle amministrazioni che, intimoriti da questa forte innovazione democratica che il Paese ha subito improvvisamente, per effetto di una sentenza della Corte Costituzionale e non certo per volontà o convinzione di tale esigenza, non hanno avuto quel coraggio che sarebbe servito per avere una buona legge che bilanciasse realmente le esigenze contrapposte.

Fino ad oggi il confronto tra Amministrazioni e Rappresentanze Militari si é basato sulle norme esistenti e con il limite giuridico intrinseco che l’istituto presentava, nella consapevolezza che non si trattava di un autonomo organismo di tutela del personale con prerogative di contrattazione, nonostante gli sforzi che tanti attori hanno fatto nel tempo per conquistare sempre più nuovi spazi d’azione.

Ci mancherebbe, parliamo di confronto con Amministrazioni dello Stato, che peraltro sono chiamate a garantire sicurezza, difesa e il rispetto delle leggi, ma come é noto la legislazione italiana é complessa e lascia sempre spazio ad un’ampia discrezionalità interpretativa, spesso supportata da una giustizia amministrativa lenta e concettualmente molto protesa verso la difesa erariale e meno verso gli interessi dei peculiari lavoratori del comparto.

I Vertici delle Amministrazioni si sono sempre battuti per gli interessi del personale, ma ovviamente lo hanno fatto con i limiti oggettivi del ruolo ricoperto e soprattutto con quello derivante dalla inevitabile dipendenza e subordinazione all’Autorità politica, alla quale ad un certo punto, per ovvie ragioni, bisogna dare retta.

E, come é noto, la politica ha sempre qualche esigenza reale o presunta da salvaguardare!

Domani, le dinamiche nel Paese, troppo spesso e da molto tempo soffocato da cavilli e burocrazia, non cambieranno senz’altro (anche se l’auspicio é forte), ma le Amministrazioni dovranno accettare, volenti o nolenti, non solo il confronto, anche aspro se servirà, con le Organizzazioni sindacali, (c’é stato anche fino ad oggi con i COCER ma poi l’Amministrazione ha deciso come riteneva opportuno e secondo le proprie visioni e necessità) ma anche la mediazione sulle esigenze che arriveranno dal basso – ovvero dal personale tramite le Organizzazioni sindacali – vero core business di ogni ambiente di lavoro.

Da oggi, pertanto, le Amministrazioni e le Autorità politiche di rifermento saranno chiamate ad autoriformarsi ed a cambiare l’approccio verso chi rappresenta il personale con un ruolo sindacale, nella consapevolezza di avere difronte rappresentanti autonomi e che siedono sui tavoli di confronto con pari ruolo, pari dignità, senza subordinazione e senza alcun timore reverenziale e soprattutto legittimati a contrattare e sindacare le scelte che verranno fatte, qualora non saranno mediate con gli interessi del personale.

Se le parti in causa saranno pronte ad accettare questo processo di cambiamento, cercando di fare del tutto per agevolarlo e non ostacolarlo, si riusciranno ad ottenere nuove conquiste importanti per il personale, nonché a migliorare le condizioni di lavoro e l’implementazione degli obiettivi che le Amministrazioni si prefiggono, altrimenti assisteremo a scontri sindacali epocali e senza precedenti (in base alle prerogative sindacali previste) e questo non gioverà a nessuno.

Il vero valore aggiunto, in questo processo di cambiamento epocale, sarà costituito dal personale, che molto presto verrà chiamato a dare la propria fiducia ad una Organizzazione sindacale prescelta, mediante il pagamento della quota integrale annuale – con trattenuta mensile in busta paga- di importo stabilito dalla legge per poter essere valida ai fini del calcolo della rappresentatività e, quindi potersi sedere sui tavoli di contrattazione.

E qui, il personale, dovrà dimostrare ciò che merita realmente e la maturità intellettuale raggiunta!

Ci accingiamo, quindi, a vivere e gestire una nuova rivoluzione democratica in comparti delicati, quali sono difesa e sicurezza e soccorso pubblico, che interamente sindacalizzati non potranno che portare a nuove conquiste per donne e uomini che servono il Paese, nonché garantire maggiore trasparenza nell’agire quotidiano di ognuno che, a prescindere dal ruolo, ha scelto di dedicare la propria vita al servizio degli altri!

Eliseo Taverna – Segretario Generale SINAFI

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