Il Sinafi ha ricevuto numerose segnalazioni riguardanti le disposizioni e le modalità di partecipazione del personale alla registrazione e diffusione di video che valorizzano il ruolo della Guardia di Finanza nel Paese.
Lo scorso 5 febbraio, con e-mail indirizzata a tutti i Reparti facenti parte della rete Press Network, veniva disposto l’invio mensile di due filmati contenenti un breve saluto “ Buongiorno dalla Guardia di Finanza di [località]”, oppure con riferimento alla specialità “Buongiorno dai Baschi Verdi/Soccorso Alpino/Cinofili/Sommozzatori/ecc. di [località]”. Dette disposizioni prevedono, inoltre, l’alternanza tra donne e uomini dei finanzieri scelti come protagonisti di tali reel e l’individuazione di personale possibilmente di bella presenza, con attitudine alla comunicazione e senza marcate inflessioni dialettali, da ritrarre con un’espressione sorridente e un atteggiamento empatico e istituzionale.
Seppure l’intento è di valorizzare il ruolo del Corpo, tale disposizione ha comunque suscitato nei militari impegnati nei reel situazioni di disagio e comprensibili rimostranze in riferimento all’obbligo di utilizzare la propria immagine ed il proprio volto per la loro diffusione su alcuni canali social (Facebook, Instagram etc…), anche in ragione del fatto che in diversi casi loro stessi hanno scelto di non essere iscritti su quegli stessi canali e/o piattaforme digitali.
Rimarcando i potenziali pericoli correlati alla diffusione di questi video sul web, video che possono essere facilmente clonati e/o modificati attraverso l’intelligenza artificiale, non è possibile escludere il rischio che qualche malintenzionato crei falsi profili di appartenenti al Corpo o che utilizzi le stesse immagini per finalità diverse da quelle per le quali sono state create.
Pur nella consapevolezza che tali valutazioni siano state poste in essere, preme richiamare la Circolare n.218569 del 2 settembre 2020 in materia di utilizzo dei social network e dei moderni strumenti di comunicazione, che ha indicato le potenziali insidie che possono occultarsi nel mondo del web, disponendo in particolare di: “….sensibilizzare il personale affinché sia pienamente consapevole che qualsiasi contenuto riversato sul web – sia esso un semplice “post”, un rapido “tweet”, un banale “like”, un’immagine, uno “stato” di Whatsapp o di altri social media, un video goliardico o un file audio – diventa in quell’esatto istante (e per sempre) di “dominio pubblico”, sfuggendo a ogni controllo o limitazione”. È stato inoltre rimarcato che “…. La divulgazione attraverso i “social” di fotografie o video che ritraggono personale in uniforme, al pari dell’esposizione in luoghi pubblici o aperti al pubblico, può (…): – compromettere l’azione di servizio e la sicurezza stessa del militare, specie in determinate aree a elevato rischio criminale. Ciò posto, occorre seguire linee di condotta che prevengano sovraesposizioni e utilizzi della divisa anche solo potenzialmente forieri di criticità”.
In relazione a quanto sopra riportato, pur comprendendo che il fine di questi video istituzionali è rappresentato dalla valorizzazione in modo efficace, moderno e unitario dell’identità e della professionalità della Guardia di Finanza, non si può non considerare il momento storico che stiamo attraversando, caratterizzato da un particolare clima sociale
che espone gli operatori e la stessa Amministrazione a rischi e strumentalizzazioni.
Ancor più grande si ritiene essere il rischio che potrebbe correre un Finanziere impiegato in attività di servizio connotate da particolari profili di impiego, la cui immagine diventi di dominio pubblico proprio attraverso questi filmati; il rischio oltre che personale sarebbe quello di compromettere, infatti, proprio l’attività di servizio stessa.
Per i predetti motivi il SINAFI ha chiesto all’Organo di Vertice, l’opportunità che la realizzazione di tali filmati venga rivalutata in ragione di quanto rappresentato e che, quantomeno, il personale coinvolto partecipi alla realizzazione degli stessi esclusivamente su base volontaria.
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