Con una sua nota del 12 luglio 2026 il SINAFI ha scritto al Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo circa alcune sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano La Stampa nelle quali veniva riportato, testualmente, “Abbiamo chiuso gli accordi con i sindacati e sono previsti 2.600 euro netti in più all’anno”.
In particolare, si è inteso chiedere di conoscere in quale tavolo contrattuale è stato già trovato e chiuso l’accordo, se la dichiarazione deriva da comunicazioni ricevute da parte di alcune sigle sindacali che hanno espresso la volontà di voler procedere alla firma già negli incontri in Funzione Pubblica previsti per i prossimi 14 e 15 luglio e soprattutto se all’aumento annuo di 2.600 euro netti (non lordi), comunicato dal Ministro agli organi di stampa, arriveremo mediante lo stanziamento di nuove risorse, come invocato a gran voce dal SINAFI al tavolo della contrattazione.
La richiesta si è resa necessaria perché, in virtù delle tabelle definitive del Dipartimento della Funzione Pubblica consegnate alle Organizzazioni Sindacali nell’ultimo incontro, siamo ben al di sotto della metà di ciò che il Ministro ha annunciato e leggere su quotidiani a tiratura nazionale l’attribuzione di un aumento che corrisponde a quello ritenuto quantomeno necessario non fa altro che aumentare il malcontento del personale già insoddisfatto per quanto il Governo ha stabilito di riservare alle Forze di polizia e che mortifica in particolar modo la Guardia di Finanza, a cui residuano 8.740 euro lordi annui per remunerare la specificità (15 centesimi lordi annui per ogni Finanziere).
Al Ministro Zangrillo è stato anche evidenziato che occorre restituire concretamente una prospettiva previdenziale dignitosa al personale del comparto e non un semplice impegno, peraltro già assunto nel dicembre 2024 con il rinnovo del contratto 2022-2024, quando il Governo si impegnò formalmente “ad adottare, con urgenza, ogni utile iniziativa volta ad attuare, anche attraverso procedure partecipative, la cosiddetta <<previdenza dedicata>> in favore del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate”, impegno ad oggi ancora totalmente disatteso nonostante la prospettata “urgenza”.
In conclusione, è stato chiesto al Ministro sia di chiarire i dubbi sollevati nella nota e di procedere ad una precisazione sui diversi mezzi di comunicazione che, se non altro, restituisca la verità a favore delle persone che servono lo Stato e i cittadini e a cui abbiamo scelto e giurato di dedicare la vita, sia di individuare sin da subito, con tutti i dicasteri interessati (in primis il Ministero dell’Economia e delle Finanze) le modalità di rifinanziamento del fondo perequativo del regime previdenziale per il personale del comparto, anche in forma progressiva.
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