SINAFI: SCONTRI A BOLOGNA, SETTE BASCHI VERDI TRA I 36 FERITI TRA LE FORZE DELL’ORDINE, TRA CUI SETTE FINANZIERI. BASTA PAROLE, LA POLITICA PASSI AI FATTI!
Il Sindacato Nazionale Finanzieri (SINAFI) esprime la più ferma condanna per i gravissimi episodi di violenza verificatisi ieri, 17 ottobre, a Bologna, e manifesta la propria piena solidarietà e vicinanza a tutti gli appartenenti alle Forze dell’ordine rimasti feriti o contusi durante gli scontri che hanno trasformato le strade della città in uno scenario di guerriglia urbana.
Secondo il bilancio diffuso dalla Questura, sono 36 gli appartenenti alle Forze dell’ordine rimasti feriti o contusi, tra cui sette militari della Guardia di Finanza.
Le immagini diffuse dagli organi di informazione sono sconcertanti: lanci di pietre, bottiglie, transenne e altri oggetti contro uomini e donne in divisa, impegnati a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
Non è accettabile che chi indossa una divisa e svolge il proprio dovere debba considerare il rischio di essere aggredito e ferito come una conseguenza quasi ordinaria del proprio lavoro.
A tutti i colleghi coinvolti, ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione, va il nostro più sincero ringraziamento per la professionalità, l’equilibrio e il senso di responsabilità dimostrati nell’affrontare situazioni di straordinaria tensione e pericolo.
Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero è un principio fondamentale della nostra democrazia, che deve essere sempre garantito e tutelato. Ma manifestare non significa avere il diritto di aggredire, devastare o trasformare le Forze dell’ordine in un bersaglio contro il quale sfogare la propria rabbia. Chi ricorre alla violenza non esercita un diritto democratico: lo calpesta!
«Quanto accaduto a Bologna è di una gravità inaccettabile», dichiara Gianfranco Vertuccio, Segretario Regionale Emilia-Romagna del SINAFI. «Ai nostri sette colleghi feriti, così come ai poliziotti e ai carabinieri coinvolti, esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Ancora una volta, donne e uomini in divisa hanno affrontato situazioni di estrema pericolosità, dimostrando professionalità, equilibrio e senso dello Stato. Ma non possiamo continuare ad assistere a episodi di questa natura senza interrogarci seriamente sulle condizioni nelle quali il personale è chiamato a operare. La politica deve comprendere che la sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente attraverso la sicurezza e la tutela di chi è chiamato a garantirla. Non servono soltanto dichiarazioni di solidarietà: servono risposte concrete, risorse adeguate e un’attenzione reale verso chi ogni giorno rischia la propria incolumità nell’adempimento del dovere».
Sulla necessità di un deciso cambio di passo da parte delle Istituzioni interviene anche Paolo Finetti, Segretario Nazionale del SINAFI:
«Siamo francamente stanchi delle parole, delle attestazioni di vicinanza e dei riconoscimenti che puntualmente arrivano dopo ogni aggressione, salvo poi essere dimenticati quando si tratta di assumere decisioni concrete a favore del personale. Non è più tollerabile che si continui a invocare la centralità del Comparto Sicurezza senza tradurre questo principio in scelte politiche ed economiche coerenti. Chiediamo al Governo e al Parlamento una seria e concreta assunzione di responsabilità: servono maggiori investimenti negli organici, nella formazione, nelle dotazioni e nella tutela legale e sanitaria del personale, ma anche un trattamento economico e previdenziale che riconosca realmente la specificità, i rischi e le responsabilità delle nostre professioni. Non si può continuare a pretendere sacrifici, disponibilità e senso dello Stato, salvo poi rispondere con risorse insufficienti e riconoscimenti economici inadeguati quando si affrontano i temi contrattuali e previdenziali. È una contraddizione che denunciamo da tempo e che non siamo più disposti ad accettare».
Il SINAFI ribadisce che la tutela degli appartenenti alla Guardia di Finanza e, più in generale, di tutte le Forze dell’ordine non può essere affidata esclusivamente alle dichiarazioni di circostanza successive agli episodi di violenza.
Occorre un confronto serio con le rappresentanze sindacali del Comparto Sicurezza, finalizzato a individuare interventi concreti e non più rinviabili, affinché la dignità, la sicurezza e il benessere del personale diventino finalmente priorità effettive dell’agenda politica.
Dietro ogni divisa c’è una persona, un lavoratore che merita rispetto e tutela. Non vogliamo che i colleghi feriti a Bologna diventino soltanto l’ennesimo numero di una statistica destinata a essere dimenticata.
È tempo che la politica, tutta, dimostri con i fatti, e non soltanto con le parole, quanto realmente considera importante il lavoro di chi garantisce ogni giorno la sicurezza del Paese.
Roma, 18 ottobre 2026
La Segreteria Regionale Emilia Romagna SINAFI
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