Con una sua nota del 28 giugno 2026 la Segreteria Nazionale del SINAFI ha scritto al Comando Generale in merito alle modalità di svolgimento sia della cerimonia nazionale che di quelle periferiche, con diretto riferimento alla permanenza del personale inquadrato per periodi prolungati in condizioni climatiche particolarmente gravose. Si tratta di un aspetto che merita un’attenta riflessione, affinché, in futuro, possano essere individuate soluzioni organizzative idonee a coniugare il necessario solenne svolgimento della cerimonia con la piena tutela del benessere psicofisico del personale impiegato.
Nel corpo della lettera è stato anche messo in evidenza che l’organizzazione della Festa del Corpo comporta inevitabilmente giornate se non settimane di prove, modifiche alla pianificazione dei servizi e l’impiego di numerose risorse umane che vengono temporaneamente sottratte all’attività ordinaria. In reparti già interessati da significative carenze di organico, ciò determina un inevitabile aggravio dei carichi di lavoro per il personale chiamato a garantire la continuità operativa, con ripercussioni sulle ordinarie turnazioni e sull’organizzazione ed esecuzione del servizio. A dimostrazione della gravità della situazione e di una gestione organizzativa non più sostenibile, si è giunti quest’anno a registrare persino il diniego di permessi assistenziali ex Legge 104, congedi parentali, la revoca di licenze già concesse e la cancellazione d’imperio di impegni personali e familiari già legittimamente presi dal personale. Sacrificare diritti fondamentali e tutele sociali sull’altare di un evento celebrativo rappresenta un precedente che non può essere derubricato a mera esigenza di servizio.
Il SINAFI ha quindi chiesto che ogni futura pianificazione delle celebrazioni tenga necessariamente conto anche di tali aspetti, ricercando soluzioni che consentano di limitare, per quanto possibile, l’impatto sull’operatività dei reparti e sul benessere complessivo del personale, e che occorre recuperare quella dimensione originaria che vedeva la Festa del Corpo come un momento dedicato innanzitutto ai Finanzieri e alle loro famiglie. Molti appartenenti al Corpo ricordano quando questa ricorrenza costituiva anche un’occasione di condivisione all’interno delle caserme, di apertura verso i familiari e di iniziative volte a rafforzare il senso di appartenenza e lo spirito di corpo. Riprendere, anche solo in parte, questo patrimonio di tradizioni contribuirebbe a rafforzare ulteriormente il legame tra il personale e l’Istituzione.
In conclusione il SINAFI ha inteso auspicare che, già a partire dalle prossime edizioni della Festa del Corpo, possano essere valutate soluzioni organizzative orientate a celebrazioni maggiormente sobrie, sostenibili e rispettose delle esigenze del personale, prevedendo, ove possibile, orari più favorevoli sotto il profilo climatico, tempi di permanenza più contenuti, una programmazione che riduca l’impatto sull’operatività dei reparti e iniziative capaci di restituire piena centralità ai Finanzieri e alle loro famiglie.
Le migliori tradizioni sono quelle che sanno evolversi senza perdere la propria identità. La Guardia di Finanza ha costruito la propria storia grazie alle Donne e agli Uomini che quotidianamente la servono con dedizione e senso del dovere. È a loro che, prima di ogni altro, la Festa del Corpo dovrebbe continuare a essere dedicata.
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