Con Ordinanza n. 25/2026 la Corte Costituzionale ha confermato il precedente orientamento espresso con la sentenza n.130 del 2023 circa l’incompatibilità del pagamento differito e rateale dei trattamenti di fine servizio con la garanzia di adeguatezza della retribuzione consacrata nell’art. 36 della Costituzione.
Ad ogni modo, il Giudice delle leggi non ha inteso caducare direttamente le disposizioni censurate per l’impatto che ne deriverebbe nell’immediato sulle finanze pubbliche, rimettendo nuovamente al legislatore l’onere di eliminare i meccanismi dilatori attraverso un intervento di riforma che, pur nel segno della gradualità, ristabilisca, entro un orizzonte temporale definito e ragionevole, la fisiologica scansione dei pagamenti dei TFS, eventualmente distribuendo su più esercizi l’effetto di cassa correlato alla rimozione del differimento e della rateizzazione della corresponsione degli stessi.
La Corte ha quindi disposto il rinvio all’udienza pubblica del 14 gennaio 2027 la trattazione delle questioni di legittimità costituzionale sollevate.
Sulla questione il SINAFI è intervenuto più volte, sin dal settembre 2023, e da ultimo ha inviato il 16 febbraio scorso una nota al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed ai Ministri dell’Economia e delle Finanze, della Pubblica Amministrazione, della Difesa, dell’Interno e della Giustizia, censurando fortemente quanto riportato in memoria difensiva da parte dei legali dell’INPS nel corso della pubblica udienza tenutasi innanzi alla Corte Costituzionale lo scorso 10 febbraio nell’ambito di un giudizio di legittimità della corresponsione del trattamento di fine servizio.
Nel contempo il SINAFI ha inteso anche dare pubblicità e rilievo all’intervento in udienza dell’Avvocato di parte Pietro Frisani, pubblicandone il video in cui aveva dato atto e censurato le pesanti parole usate dalla difesa dell’INPS nella memoria prodotta in giudizio, nella quale i pubblici dipendenti in pensione erano stati considerati sostanzialmente come soggetti bisognosi di tutela nella gestione delle proprie risorse finanziarie.
Per il video dell’intervento dell’Avvocato Pietro Frisani clicca qui.
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