Con un comunicato emesso nella giornata di ieri 25 luglio il SINAFI ha inteso esprimere profonda indignazione e ferma condanna per i gravi episodi di violenza verificatisi nella stessa giornata in Valle di Susa, in occasione della manifestazione No Tav, durante la quale è stato assaltato il cantiere di Chiomonte.
Non una legittima manifestazione di dissenso, ma un vero e proprio atto di guerriglia contro lo Stato e le istituzioni, perpetrato da un’ala oltranzista e violenta che ha deliberatamente scelto la via dello scontro.
Il bilancio è stato pesante: decine di colleghi delle Forze dell’Ordine, tra cui i Baschi Verdi della Guardia di Finanza, sono rimasti feriti, alcuni in modo grave.
Le forze dell’ordine si sono trovate a fronteggiare una folla coperta in volto, armata di pietre, bombe carta e ordigni incendiari. L’incendio di un mezzo della Guardia di Finanza e di due camionette dei Carabinieri e il danneggiamento di infrastrutture testimoniano la pianificazione di un’azione criminale.
Il Segretario Generale del SINAFI, Stefania Castricone, ha dichiarato ai media che “Siamo di fronte a una deriva violenta intollerabile. Quello che è successo oggi in Val di Susa è un attacco alla convivenza civile e alla democrazia. La violenza non può mai essere una forma di protesta accettabile. La nostra solidarietà e vicinanza vanno a tutti i colleghi feriti e alle loro famiglie, ai quali auguriamo una pronta guarigione.“
Il SINAFI ha quindi chiesto che gli autori di tali gesti criminali vengano identificati e puniti con la massima severità e un intervento deciso delle istituzioni a tutela di chi ogni giorno rischia la propria incolumità per difendere la legalità.
Ma oltre a questa ferma presa di posizione su quanto accaduto, il SINAFI ha dovuto prendere anche atto del silenzio dei mezzi di informazione sulla partecipazione della Guardia di Finanza e dei Baschi Verdi agli scontri di ieri in Val di Susa, con ben 19 feriti tra loro e 1 automezzo incendiato.
Il SINAFI ritiene importante che le Istituzioni e l’opinione pubblica siano a conoscenza dell’apporto che la Guardia di Finanza fornisce anche nel mantenimento dell’ordine pubblico, ruolo molto delicato in questo particolare contesto storico. È necessario che venga dato atto del pericolo e del sacrificio a cui sono sottoposti gli uomini e le donne della Guardia di Finanza e non solo della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Lo dobbiamo a coloro che con coraggio e fermezza assicurano la sicurezza dello Stato e dei cittadini e, di conseguenza, lo dobbiamo alla Guardia di Finanza, che è la somma di tutte le donne e gli uomini che la compongono.
Per questo motivo, con una lettera di oggi 26 luglio il SINAFI ha chiesto all’Organo di vertice e agli uffici competenti una maggiore sensibilità affinché, già da oggi, veicoli alla stampa anche questa tipologia di informazione e il contributo determinante dei Finanzieri.
Per il comunicato stampa del 25 luglio 2026
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Per la lettera al Comando Generale del 26 luglio 2026
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