Nella mattinata di oggi, 24 giugno 2026, le Organizzazioni Sindacali SINAFI, NSC, USAMI, ITAMIL e SILMM, riunite nella coalizione paritetica denominata “Patto per la sicurezza e difesa dei cittadini italiani” , hanno inviato una nota congiunta al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri dell’Interno, della Difesa e dell’Economia e delle Finanze, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, ai Capi di Stato Maggiore di Esercito, Marina e Aeronautica, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ed al Comandante Generale della Guardia di Finanza con la quale hanno portato a conoscenza delle citate Autorità le profonde criticità che colpiscono il personale in divisa di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, allegando apposito Comunicato Stampa.
E’ stato poi loro comunicato formalmente che Sabato 18 Luglio 2026, a partire dalle ore 16:00, il personale del comparto scenderà in piazza a Roma per manifestare pacificamente a tutela dei propri diritti, del proprio futuro e di quello delle rispettive famiglie. La manifestazione partirà da Piazza della Repubblica, si snoderà in forma di corteo lungo via Luigi Enaudi, Via del Viminale e Via Giovanni Amendola, per poi concludersi in Piazza dell’Esquilino, dove nelle immediate vicinanze, presso la sala del Cavour Centro Congressi di via Cavour n. 50/A, a partire dalle ore 18:00 si terrà un convegno di approfondimento istituzionale con rappresentanti parlamentari di ogni schieramento politico.
La decisione di promuovere questa mobilitazione unitaria nasce dalla necessità di porre all’ordine del giorno del Governo e dei vertici militari nodi strutturali che stanno minando la stabilità socio-economica e la serenità operativa delle donne e degli uomini in uniforme:
- Emergenza retributiva ed erosione del potere d’acquisto: Negli ultimi anni il costo della vita, dei beni di prima necessità, dei mutui e degli affitti è aumentato in modo vertiginoso. A fronte di un’inflazione galoppante, gli stipendi del personale sono rimasti sostanzialmente fermi, determinando un inaccettabile impoverimento di chi garantisce la sicurezza economico-finanziaria, la difesa nazionale e il controllo del territorio.
- La crisi previdenziale: Dopo una vita di servizio caratterizzata da sacrifici, turnazioni logoranti, reperibilità e costante lontananza dagli affetti familiari, migliaia di militari rischiano l’incertezza economica a causa di prospettive pensionistiche inadeguate.
- Asimmetria tra doveri straordinari e carenza di tutele: Al personale del comparto è richiesto il massimo rigore morale, la soggezione a due codici penali (ordinario e militare) e l’adempimento del dovere fino al sacrificio della vita. A questa compressione di diritti non corrisponde un’adeguata tutela legale per i rischi professionali, né risposte concrete sui temi dei continui trasferimenti, della carenza alloggiativa, della limitata mobilità volontaria e della tutela della genitorialità e dell’unione familiare.
- Perdita di attrattività del Comparto Sicurezza e Difesa: Si assiste a una costante diminuzione dei giovani che scelgono di arruolarsi. La perdita di attrattività della professione militare e della sicurezza genera inevitabilmente contrazioni negli organici, un aumento insostenibile dei carichi di lavoro per il personale in servizio e, di conseguenza, un potenziale pregiudizio per l’efficacia dei servizi resi alla cittadinanza.
La mobilitazione non è indirizzata “contro” le Istituzioni o contro il Paese. Essa nasce, al contrario, dal profondo senso di responsabilità verso la Nazione, per ricordare che dietro ogni uniforme vi sono donne, uomini, madri, padri e famiglie che meritano rispetto e attenzioni concrete da parte di tutte le Istituzioni, della Politica e del Governo . La “specificità” normativamente riconosciuta al nostro comparto non può rimanere un mero enunciato di principio, ma deve tradursi in valore e stanziamenti reali.
Per scaricare la lettera
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Per scaricare il Comunicato Stampa
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A tutti i Sindacati e a tutto il personale di
Guardia di Finanza – Carabinieri- Aeronautica – Esercito – Marina
18 LUGLIO 2026 ROMA
MILITARI IN PIAZZA PER IL FUTURO DI CHI DIFENDE L’ITALIA
CHIEDIAMO RISPETTO!
1476-quater del Codice dell’Ordinamento Militare
(D.Lgs. 66/2010) DIRITTO DI PUBBLICA MANIFESTAZIONE
Ogni giorno garantiamo la sicurezza del Paese.
Serviamo il Paese ogni giorno, contribuendo alla sicurezza pubblica ed economico-finanziaria, alla difesa nazionale, al controllo dello spazio aereo e marittimo.
Siamo sempre presenti quando lo Stato chiama.
Ma oggi siamo noi ad aver bisogno di essere ascoltati.
Il 18 luglio il personale di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza scenderà in piazza a Roma per difendere il proprio futuro e quello delle proprie famiglie.
GLI STIPENDI PERDONO VALORE
Negli ultimi anni il costo della vita è aumentato in modo vertiginoso.
Bollette, mutui, carburante, affitti e spesa alimentare continuano a crescere.
I nostri stipendi no.
Mentre l’inflazione corre, il potere d’acquisto dei militari e delle Forze di Polizia continua a diminuire.
Chi garantisce la sicurezza della Nazione non può essere lasciato indietro.
LE PENSIONI RISCHIANO DI DIVENTARE UNA BOMBA SOCIALE
Dopo una vita di servizio, sacrifici, turni, reperibilità e lontananza dalla famiglia, migliaia di militari rischiano di ritrovarsi con pensioni sempre più basse.
È una prospettiva che non possiamo accettare.
Chi ha servito lo Stato merita una pensione dignitosa, non l’incertezza economica.
SEMPRE PIÙ DOVERI, SEMPRE MENO TUTELE
Non possiamo scioperare.
Non possiamo interrompere il servizio.
Siamo soggetti a due codici penali: ordinario e militare.
E’ richiesto rigore morale, rettitudine e sacrificio della vita.
Continui trasferimenti senza tutele logistiche ed economiche.
Assenza di mobilità volontaria.
Insufficiente tutela dell’unione familiare e della genitorialità.
Professionalità non riconosciute.
Carenze alloggiative.
Nessuna tutela legale per i rischi professionali.
Missioni ad alto rischio e sacrificio della famiglia.
Continuiamo a garantire sicurezza e difesa in ogni circostanza.
Proprio per questo lo Stato dovrebbe garantire maggiori tutele, non minori.
Il senso del dovere non può trasformarsi in uno strumento per ignorare le nostre esigenze.
SENZA PERSONALE NON ESISTE SICUREZZA
Sempre meno giovani scelgono di arruolarsi.
Se la professione militare e della sicurezza continua a perdere attrattività, il rischio è evidente:
meno personale,
più carichi di lavoro,
meno sicurezza per tutti.
Difendere la dignità di chi indossa una divisa significa difendere il futuro della Nazione.
IL 18 LUGLIO FACCIAMOCI SENTIRE
Non contro le Istituzioni.
Non contro il Paese.
Ma per ricordare che dietro ogni uniforme ci sono donne e uomini, padri e madri, famiglie e sacrifici.
La sicurezza dell’Italia passa anche dal rispetto di chi la garantisce ogni giorno.
LA SPECIFICITÀ NON È UN LIMITE È IL VALORE DEL NOSTRO LAVORO.
PATTO PER LA SICUREZZA E DIFESA
DEI CITTADINI
SINAFI – NSC – USAMI – ITAMIL – SILMM
segreterianazionale@sinafi.org
0640045376



