Il protocollo tra Agenzia delle Entrate e Arma dei Carabinieri richiede spiegazioni chiare, soprattutto per i riferimenti alla formazione in materia di controlli tributari e contrasto agli illeciti economico-finanziari.
La Guardia di Finanza è la forza di polizia specializzata nella tutela economica e finanziaria del Paese. Questa specificità deve pesare nelle scelte istituzionali almeno quanto pesa nelle responsabilità affidate ogni giorno ai finanzieri.
Verifiche fiscali, indagini patrimoniali, ricostruzioni societarie e analisi dei flussi finanziari costituiscono un patrimonio professionale costruito attraverso formazione dedicata, aggiornamento continuo ed esperienza sul campo. La capacità di collegare questi elementi e individuare le frodi rappresenta il tratto distintivo del Corpo.
Una specializzazione così complessa merita investimenti e centralità nelle strategie. Sarebbe miope considerarla un insieme di conoscenze trasferibili attraverso corsi e seminari.
Quale esigenza concreta intende soddisfare questa intesa? Come viene valorizzato il ruolo della Guardia di Finanza? Quali garanzie sono previste per evitare sovrapposizioni e dispersione di risorse?
La parola “sinergia” non può diventare una risposta buona per qualsiasi domanda. Le firme e i comunicati di soddisfazione non dimostrano, da soli, l’utilità di una scelta.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Comando Generale devono assumere una posizione esplicita.
Al Ministero chiediamo quale centralità riconosca alla specializzazione del Corpo. Al Comando Generale chiediamo come intenda tutelarla concretamente, quale valutazione abbia espresso sull’accordo e quali forme di coordinamento siano previste.
Chi guida la Guardia di Finanza ha la responsabilità di rappresentarne autorevolmente le competenze, soprattutto quando si assumono decisioni che interessano il cuore della sua missione.
Il rispetto per i colleghi dell’Arma è pieno. Proprio il valore del lavoro di ciascuno impone chiarezza nelle funzioni, coordinamento e responsabilità riconoscibili.
Ai finanzieri si chiedono preparazione, dedizione e risultati. È legittimo pretendere altrettanta determinazione nel sostenerne la professionalità.
La Guardia di Finanza non può essere celebrata quando produce risultati e lasciata sullo sfondo quando si definiscono le strategie. Chi ha la responsabilità di rappresentarla faccia sentire la propria voce.
Il Sinafi chiede quindi un incontro chiarificatore urgente con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
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