Con una nota inviata all’Organo di Vertice il Sinafi ha chiesto l’applicazione di quanto previsto dall’art. 14, comma 2 del Decreto Legge 26/2026, che ha apportato modifiche sostanziali all’art.51, comma 5, del D.P.R. 917/1986 in materia di concorrenza alla formazione del reddito dei rimborsi delle spese di missione.
Detta norma, infatti, ha in sostanza introdotto una deroga specifica per il comparto Difesa e Sicurezza chiarendo definitivamente che i rimborsi delle spese di missione non concorrono alla formazione del reddito, a prescindere dalla modalità di pagamento (digitale o contanti), purché regolarmente documentati.
L’efficacia retroattiva della norma, che applica il nuovo regime fiscale a decorrere dal 1° gennaio 2025, sana le criticità operative e i gravami fiscali impropriamente applicati al personale nel corso dell’ultimo anno.
In ragione di quanto richiamato è stato quindi formalmente richiesto di:
– impartire con sollecitudine disposizioni attuative a tutti i Comandi dipendenti e ai relativi Reparti T.L.A., affinché le nuove modalità di esenzione vengano applicate senza ritardi;
– avviare tempestivamente le procedure di riliquidazione d’ufficio dei fogli di viaggio relativi all’anno 2025, per i quali il personale ha subito tassazioni non più dovute in virtù della clausola di salvaguardia retroattiva.
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