Il SINAFI Emilia Romagna si vede costretto a sottoporre all’attenzione della scala gerarchica emiliana romagnola una grave e inaccettabile criticità che coinvolge ampie fasce di personale, iscritto e non iscritto, in servizio presso i Reparti del territorio regionale.
Sono pervenute numerose segnalazioni di colleghi che lamentano l’impossibilità – di fatto – di utilizzare i buoni pasto elettronici in loro possesso, a causa della scarsissima presenza sul territorio di esercizi commerciali convenzionati con l’azienda vincitrice del contratto d’appalto.
Tale situazione risulta ancora più assurda se si considera che il circuito UP Day, di per sé, risulta ampiamente diffuso e accettato in moltissimi esercizi in tutta Italia, compresi supermercati, ristoranti e punti di ristoro della grande distribuzione. Tuttavia, per motivi contrattuali – non imputabili certo al personale – i buoni pasto risultano bloccati all’interno di un sistema chiuso e inefficace, che di fatto svuota completamente di contenuto il diritto alla fruizione del servizio sostitutivo di mensa previsto dalla normativa vigente.
Il SINAFI, pur riconoscendo, ovviamente, la regolarità formale della procedura di affidamento del servizio e del contratto stipulato, non può esimersi dal denunciare con forza l’evidente inefficienza sostanziale dell’attuale sistema, che sta arrecando un danno economico e morale ai colleghi, generando un diffuso malcontento e una percezione crescente di disattenzione verso i bisogni reali del personale.
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